Per una trentina d’anni ha deliziato tanti giovani che ora, ahimè !, giovani non più, lo ricordano con un misto di nostalgia, simpatia, riconoscenza.
“ …chi l’ha conosciuto non l’ha dimenticato; chi non l’ha conosciuto ne ha certo sentito parlare…“ ha scritto qualcuno. Quell’amico, quel caro amico, era …di carta, era un “giornalino“ che ha occupato un posto importante nella stampa per ragazzi del secolo appena passato.
“ …chi l’ha conosciuto non l’ha dimenticato; chi non l’ha conosciuto ne ha certo sentito parlare…“ ha scritto qualcuno. Quell’amico, quel caro amico, era …di carta, era un “giornalino“ che ha occupato un posto importante nella stampa per ragazzi del secolo appena passato.
Si chiamava “il Vittorioso “.
Lo cita anche Ligabue (che non dice mai banalità) in un brano "Lettera G", questo diario scolastico è infatti la creatura più importante nata da una indovinata intuizione, illustrato dai disegni del grande Jacovitti, vede la luce nel 1949 e per oltre cinquant’anni accompagna il percorso scolastico di migliaia e migliaia di ragazzi (chi non l’ha conosciuto?) vendendo un numero impressionante di copie (si parla di un paio di milioni di copie negli anni Settanta !).

Sopravvissuto a “il Vittorioso“ fino al 1980, sospeso fino al 1983 per dissapori causati da un kamasutra jacovittesco non gradito all’editore, riappare come “Diario Jacovitti“ fino al 1992, per ritornare ad essere “Diario Vitt“ quando le Cartiere Pigna ne rilevano la testata.
Si, doveva essere usato per scrivere i compiti assegnati a scuola, ma poi... tutti vi scrivevano di tutto, dagli amori, agli stati d'animo, ci attaccavamo adesivi, figurine, ritagli di giornali, fino ad arrivare alla mitica parola "ELSA" scritta sulla parte laterale che a diario chiuso era una parola mentre se veniva sfogliato la parola era tutta un'altra...


Nessun commento:
Posta un commento