domenica 20 dicembre 2009

I Miniassegni

Negli anni 1976 e 1977, ci fu in Italia una carenza di monete di piccolo e piccolissimo taglio. La situazione si fece caotica, in particolare per il settore del commercio al dettaglio. Scattò la fantasia, sollecitata da esigenze nazionali. Le banche assursero, per 2 anni, il ruolo di istituto di emissione. E l'operazione non fu sbagliata, tantoché questi "pezzi di carta", circolanti e dal troppo maneggio quotidiano, non tornarono più indietro, il che ha fatto guadagnare ai banchieri.
Alcuni istituti di credito, poi seguiti da tanti altri, ebbero la felice intuizione di far stampare dei mini assegni, da importi da 50 fino a 350 lire.
Fu una "pagina" di storia bancaria: per ragioni pratiche questi "pezzi di carta", corrispondenti al valore indicato e garantiti a tutti gli effetti, erano più piccoli del tradizionale assegno bancario facente parte del solito carnet e furono emessi, trovando l'escamotage di non portare l'indicazione di assegno circolare ma a favore di "portatore".

Furono due anni di adattamenti ma la formula del tutto temporanea, funzionò: la carenza di spiccioli venne tamponata. Questa procedura bancaria, diede anche un profitto alle banche. Moltissimi dei mini assegni, non tornarono più indietro all'istituto che aveva emesso questi tagliandini, perché smarriti, deteriorati per la troppa circolazione, e perché incamerati dai collezionisti, con tanto di quotazioni. A tutt'oggi, quel fenomeno è divenuto un oggetto-culto per gli amatori, come per la numismatica o collezioni rare di pezzi d'antichità.

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